Ricerca

Educazione alla legalità: un percorso scolastico necessario di riflessione

Martedì 21 aprile 2026

Utente ANDREA RINALDI

da Andrea Rinaldi

0

Martedì 21 aprile 2026 una delegazione, presieduta dal Dirigente Scolastico prof. Graziano Magrini dell’I.T.T.S. S. Fedi – E. Fermi di Pistoia, ha consegnato ai ragazzi delle classi 4^MB e 4^MD un portachiavi realizzato dalle detenute della Casa Circondariale di Santa Maria Capua Vetere di Caserta. Un gesto che ha voluto richiamare l’attenzione degli studenti sul valore riabilitativo e altamente formativo dell’istituzione carceraria per tutti coloro che, sono chiamati a scontare una pena. Agli studenti è stato ricordato che proprio la realtà di Santa Maria Capua Vetere, in passato al centro dell’attenzione nazionale per le violenze e le umiliazioni perpetrate a danno dei detenuti, oggi, grazie all’eccellente lavoro portato avanti dalla direttrice Donatella Rotundo, è divenuta una concreta realtà di recupero e un esempio a cui guardare con fiducia e ottimismo. Tra i punti di forza merita sicuramente ricordare la creazione, all’interno della struttura carceraria, di una sartoria di alto profilo, dove i detenuti producono divise e accessori tessili. Questa importante realtà produttiva, tra i vari progetti in essere, oltre alla produzione di divise destinate alla Polizia penitenziaria e accessori tessili, annovera una importante collaborazione con il marchio E. Marinella. E il portachiavi donato agli studenti si compone proprio di una cravatta in miniatura, l’oggetto simbolo del marchio E. Marinella.

Oltre alla sartoria, sono state sviluppate altre opportunità di lavoro legate alla ristorazione e alla pasticceria. Anche in questo caso l’obiettivo è quello di costruire competenze reali, spendibili nel mondo del lavoro, una volta che i detenuti saranno reinseriti nel tessuto sociale. C’è così tanta voglia di fare e di mettersi positivamente in gioco che è stato perfino progettato un ristorante interno. Un’idea rivoluzionaria e allo stesso tempo necessaria che, consentirebbe al carcere di aprire le sue porte alla cittadinanza in chiave costruttiva, di continuo dialogo e scambio in chiave di accoglienza e di integrazione.

Nel nuovo percorso riabilitativo trovano ampio spazio anche attività prettamente culturali e artistiche: teatro, scrittura, lettura, progetti di arte urbana come i grandi murales realizzati all’interno della struttura. Si tratta di attività che contribuiscono a strutturare identità e a ricucire brandelli di mondo interiore per dare nuova forza e infondere fiducia in tutti coloro che, per un motivo o per un altro, l’hanno smarrita ma sono pronti e desiderosi di cogliere questa seconda opportunità per ripartire e dare nuovo corso alla propria storia personale e privata.

Questo momento di riflessione offerto agli studenti si configura come l’atto conclusivo, per questo anno scolastico, di un percorso di riflessione più ampio nato in occasione della giornata del 3 marzo 2026 quando, proprio quegli stessi studenti, hanno assistito allo spettacolo teatrale Il paese nelle mani. Cronaca d’Italia in sette stragi di mafia organizzato grazie all’Associazione Amici del Fedi Fermi e all’Associazione Vento e Vertigine. A questo proposito si ricorda che gli studenti coinvolti nel progetto sono stati in totale ben 284 e a tutti è stato donato il portachiavi.

Facevano parte della delegazione: Linda Cecchi (presidente dell’Associazione Amici del Fedi Fermi), prof.ssa Rosanna Criscuolo (referente di Educazione civica dell’I.T.T.S. S. Fedi-E. Fermi), il prof. Graziano Magrini (Dirigente Scolastico dell’I.T.T.S. S. Fedi-E. Fermi), Fabio Nerozzi dell’Associazione Vento e Vertigine e Walter Fattori, socio dell’associazione Amici del Fedi Fermi e membro del Consiglio di Istituto dell’I.T.T.S. S. Fedi-E. Fermi .

Addetta Stampa I.T.T.S. S. Fedi-E. Fermi

prof.ssa Nada Macerola

Circolari, notizie, eventi correlati