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MONITORAGGIO AMBIENTALE: ANALISI MICROBIOLOGICA DELL’ARIA INDOOR AULE/LABORATORI plesso Fermi

Anno scolastico 2024/2025

MONITORAGGIO AMBIENTALE, SICUREZZA E TUTELA RISORSE A SCUOLA : ANALISI MICROBIOLOGICA DELL’ARIA INDOOR DI ALCUNE AULE E/O LABORATORI DELL’ISTITUTO

Progetto Realizzato

Presentazione

Data

dal 12 Febbraio 2025 al 21 Maggio 2025

Descrizione del progetto

La qualità microbiologica dell’aria negli ambienti scolastici è un aspetto fondamentale per la tutela della salute di studenti, docenti e personale. La presenza di microrganismi aerodispersi, come batteri e muffe, può infatti influenzare negativamente il benessere degli occupanti, contribuendo allo sviluppo di allergie, irritazioni o infezioni, soprattutto in soggetti sensibili.

Per questo motivo, è stata realizzata un’indagine microbiologica dell’aria in alcune aule del plesso Fermi della nostra scuola, con l’obiettivo di valutare il livello di contaminazione e individuare eventuali situazioni a rischio. L’analisi si è basata sul campionamento attivo e/o passivo dell’aria, seguito dalla coltivazione su terreni specifici per l’isolamento e la conta di colonie batteriche e fungine.

All’interno del PTOF dell’Istituto, sezione ampliamento dell’offerta formativa, già da alcuni anni è stato inserito dalle docenti di biologia il progetto: MONITORAGGIO AMBIENTALE, SICUREZZA E TUTELA RISORSE A SCUOLA : ANALISI MICROBIOLOGICA DELL’ARIA INDOOR DI ALCUNE AULE E/O LABORATORI DELL’ISTITUTO.

Quest’anno le analisi dell’aria indoor sono state effettuate dalla classe 4°CHA con la docente di microbiologia prof.ssa Roberta Incerpi e con la docente tecnico-pratico prof.ssa Elisabetta Magnolfi.

Il presente documento descrive le modalità con cui è stata condotta l’analisi, i risultati ottenuti e le considerazioni finali.

Gli spazi in cui sono state fatte le varie analisi sono:

I. Laboratorio di Chimica Strumentale (secondo piano)

II. Aula Insegnanti (terzo piano)

III. Aula Magna (terzo piano)

IV. Vicepresidenza (quarto piano)

V. Aula Q5 (quinto piano)

VI. LACOST (quinto piano)

VII. Laboratorio di Microbiologia (sesto piano)

VIII. LACAD

Per ogni locale è stata fatta la planimetria e lo studio dei volumi, delle aperture per ricambio di aria, dell’utilizzo dell’ambiente, della capienza max. In ogni locale sono stati fatti campionamenti dell’aria con metodo passivo ed attivo ed in aggiunta campionamento di superfici considerate strategiche. Sulle matrici campionate in ogni locale sono state poi eseguite le analisi microbiologiche di caratterizzazione dei microrganismi cresciuti. I risultati sono stati analizzati e confrontati con le linee guida INAIL, APHA e IMA. Infine sono state redatte le conclusioni e considerazioni relative alla qualità dell’aria dal punto di vista microbiologico degli ambienti scolastici analizzati.

CONCLUSIONI FINALI:

L’indagine microbiologica condotta ha permesso di valutare in modo approfondito la qualità dell’aria indoor e lo stato igienico delle superfici in diversi ambienti scolastici e di laboratorio, attraverso l’uso combinato di campionamenti attivi, passivi e a contatto. I risultati ottenuti, analizzati secondo le linee guida INAIL, APHA e IMA, evidenziano quanto segue:                

-Campionamenti attivi dell’aria: la carica batterica rilevata è risultata generalmente contenuta, rientrando nella fascia “intermedia” o “bassa” (valori compresi tra 75 e 546 UFC/m³), compatibili con ambienti non industriali e a medio affollamento. Alcune differenze tra le misurazioni possono essere attribuite a fattori esterni, come l’apertura delle porte o la presenza di persone senza DPI.
-Campionamenti passivi: nella maggior parte dei casi, le piastre hanno mostrato valori inferiori a 25 UFC/piastra, collocandosi quindi in una fascia di qualità dell’aria considerata buona o molto buona. Le colonie fungine rilevate sono state generalmente poche, con eccezioni localizzate.
-Campionamenti su superfici: i valori di carica batterica sono risultati per lo più contenuti, con punte più elevate in aree ad alta frequentazione (es. tavolo macchinette, bancone da lavoro), mentre la carica fungina è apparsa in genere molto bassa (<1 UFC/cm²), pur rilevando la presenza di muffe comuni come Penicillium, Cladosporium, Rhizopus e, in un solo caso, Aspergillus. Tali microrganismi, sebbene non patogeni nella maggior parte dei casi, possono causare effetti allergenici o indicare condizioni microambientali da migliorare (umidità, polvere, ventilazione).
-Identificazione micotica: la tipologia delle muffe osservate è coerente con un uso frequente degli ambienti, specialmente in zone soggette a manipolazione o contatto diretto. La varietà micotica rilevata è da tenere sotto controllo in ottica preventiva, ma non costituisce, al momento, un rischio biologico concreto.

COMMENTO FINALE:                                     

 

Nel complesso, gli ambienti analizzati non presentano criticità microbiologiche significative. La qualità dell’aria risulta generalmente accettabile o buona, mentre le superfici, sebbene pulite, evidenziano in alcuni casi la necessità di migliorare le pratiche di sanificazione, in particolare nelle zone a maggiore affluenza o contatto. Si raccomanda:                                                             

– il mantenimento di una regolare aerazione dei locali,
– una pulizia più frequente delle superfici critiche (cattedre, tavoli condivisi, aree ristoro),
– e un monitoraggio periodico della carica microbica, soprattutto nei mesi più umidi o in ambienti scarsamente ventilati.
L’indagine ha fornito un quadro chiaro e utile per adottare misure preventive e migliorative, confermando l’importanza del monitoraggio microbiologico nella promozione di ambienti indoor salubri, sicuri e conformi agli standard di igiene.

La classe 4°CHA

a.s. 2024/25

docenti: prof.sse Roberta Incerpi e Elisabetta Magnolfi

 

 

Obiettivi

monitorare la qualità dell'aria dellambiente scolastico, applicare conoscenze e competenze specifiche, sensibilizzare all'importanza della sicurezza in ambiente lavorativo, imparare a lavorare in team, imparare a stilare una relazione tecnica.

Partecipanti

studenti classe 4°CHA

In collaborazione con

Un intervento del tecnico dell’Unità Funzionale Prevenzione Igiene Sicurezza nei luoghi di lavoro, Elio Marzuoli con stazione microclimatica e sensori per rilevazioen particolato e solventi.

Risultati

L’indagine microbiologica condotta ha permesso di valutare in modo approfondito la qualità dell’aria indoor e lo stato igienico delle superfici in diversi ambienti scolastici e di laboratorio, attraverso l’uso combinato di campionamenti attivi, passivi e a contatto. I risultati ottenuti, analizzati secondo le linee guida INAIL, APHA e IMA, evidenziano quanto segue:

-Campionamenti attivi dell’aria: la carica batterica rilevata è risultata generalmente contenuta, rientrando nella fascia “intermedia” o “bassa” (valori compresi tra 75 e 546 UFC/m³), compatibili con ambienti non industriali e a medio affollamento. Alcune differenze tra le misurazioni possono essere attribuite a fattori esterni, come l’apertura delle porte o la presenza di persone senza DPI. -Campionamenti passivi: nella maggior parte dei casi, le piastre hanno mostrato valori inferiori a 25 UFC/piastra, collocandosi quindi in una fascia di qualità dell’aria considerata buona o molto buona. Le colonie fungine rilevate sono state generalmente poche, con eccezioni localizzate. -Campionamenti su superfici: i valori di carica batterica sono risultati per lo più contenuti, con punte più elevate in aree ad alta frequentazione (es. tavolo macchinette, bancone da lavoro), mentre la carica fungina è apparsa in genere molto bassa (<1 UFC/cm²), pur rilevando la presenza di muffe comuni come Penicillium, Cladosporium, Rhizopus e, in un solo caso, Aspergillus. Tali microrganismi, sebbene non patogeni nella maggior parte dei casi, possono causare effetti allergenici o indicare condizioni microambientali da migliorare (umidità, polvere, ventilazione). -Identificazione micotica: la tipologia delle muffe osservate è coerente con un uso frequente degli ambienti, specialmente in zone soggette a manipolazione o contatto diretto. La varietà micotica rilevata è da tenere sotto controllo in ottica preventiva, ma non costituisce, al momento, un rischio biologico concreto.

COMMENTO FINALE:

Nel complesso,gli ambienti analizzati non presentano criticità microbiologiche significative. La qualità dell’aria risulta generalmente accettabile o buona, mentre le superfici, sebbene pulite, evidenziano in alcuni casi la necessità di migliorare le pratiche di sanificazione, in particolare nelle zone a maggiore affluenza o contatto. Si raccomanda:

- il mantenimento di una regolare aerazione dei locali, - una pulizia più frequente delle superfici critiche (cattedre, tavoli condivisi, aree ristoro),

- e un monitoraggio periodico della carica microbica, soprattutto nei mesi più umidi o in ambienti scarsamente ventilati.

L’indagine ha fornito un quadro chiaro e utile per adottare misure preventive e migliorative, confermando l’importanza del monitoraggio microbiologico nella promozione di ambienti indoor salubri, sicuri e conformi agli standard di igiene.

La classe 4°CHA

a.s. 2024/25

docenti: prof.sse Roberta Incerpi e Elisabetta Magnolfi